Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

25 novembre 2017

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come “Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”.Ogni anno in questa data igoverni,le organizzazioni internazionali e le ONG sono invitatI a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sui temi dell’uxoricidio, delle violenze sessuali e domestiche, dei soprusi fisici e psichici, del machismo e del sessismo, dei reati su Internet, dello stalking, del mobbing e di tutte le altre aggressioni che violano i diritti umani, sessuali e riproduttivi delle donne.

L'Assemblea Generale dell'ONU ha ufficializzato questa data nel 1981, scelta in ricordo del brutale assassinio delle tre sorelle domenicane Mirabal nel 1960, perché contrastavano il regime dittatoriale di Rafael Leónidas Trujillo Molina. In Italia solo dal 2005 alcuni “Centri di violenza” e “Case delle donne” hanno iniziato a celebrare su questa giornata e ormai da allora centinaia di iniziative vengono organizzate in tutto il Paese, per dire no alla violenza di genere in tutte le sue forme.

Anche quest’anno in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, la Biblioteca comunale di Imola propone un percorso di lettura, con testimonianze, opere narrative e testi di saggistica, che si aggiungono a completamento al percorso prodotto e pubblicato nello scorso anno.


Testimonianze diari e memorie

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Lubna Ahmad al-Hussein, Quaranta frustate: la mia ribellione alla legge degli uomini, Milano, Piemme, 2011

E’ un giorno di luglio quando Lubna, una giovane giornalista di Khartoum viene dalla polizia. Il suo crimine è aver osato portare i pantaloni, un atto che in quella terra della Sharia è considerato oltraggio alla moralità pubblica e come tale va punito con quaranta frustate. Con lei altre quindici donne, colpevoli dello stesso reato, sono portate in prigione e picchiate. E’ il castigo che ogni anno è inflitto a migliaia di donne che subiscono in silenzio ma Lubna non ha nessuna intenzione di tacere e sfida apertamente l’assurda legge degli uomini con questo libro. (Piemme)

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Nojoud Ali, Io, Nojoud, 10 anni, divorziata, Milano, Piemme, 2009

Nojoud ha dieci anni e proviene dallo Yemen, un Paese in cui le donne sono spesso schiave inermi. Costretta a sposare un uomo molto più grande, mai visto prima, picchiata e umiliata, ha dovuto rinnegare la sua infanzia. Ha supplicato il padre e la madre che le hanno risposto «Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola». Così un giorno ha deciso di ribellarsi alla legge degli uomini e ha chiesto il divorzio. La sua storia ha fatto il giro del mondo, il suo volto è diventato un simbolo di coraggio e di riscatto da una vita di soprusi a cui sono condannate milioni di bambine.

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Simonetta Agnello Hornby, Il male che si deve raccontare, per cancellare la violenza domestica, Milano, Feltrinelli, 2013

Simonetta Agnello Hornby ha scritto questi racconti che attraverso vicende affioranti dalla sua memoria e ancor più attraverso casi affrontati in veste di avvocato, danno una vividissima e articolata rappresentazione del segreto che a volte si nasconde dentro le pareti domestiche. “Il male che si deve raccontare” è un atto di denuncia e uno strumento a disposizione delle associazioni che, anche in Italia, lottano da tempo contro questa violenza, offrendo aiuto, mezzi e protezione alle vittime.

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Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker, Con la scusa dell'amore, Milano, Longanesi, 2013

Sulla base di esperienze, innanzitutto personali, Giulia Bongiorno e Michelle Hunziker spiegano come la violenza si possa estirpare soltanto agendo sulla discriminazione che ne è l’anticamera. Le loro storie, e quelle delle vittime incontrate, ascoltate, difese, evidenziano punti i deboli e le contraddizioni di una società in cui le donne faticano a credere in se stesse e a essere solidali. (Longanesi)

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Caroline Brehat, Ho amato un manipolatore, Milano, Bompiani Overlook, 2011

“Ho lottato a lungo contro me stessa, tormentata da continui ripensamenti, combattuta da impressioni e sensazioni contraddittorie. Ora tutto questo è finito. Ora so che Julian, anche se sembra tutto dolcezza e sensibilità, è animato da una pulsione distruttiva. E lascio a un’altra il triste privilegio di amarlo…”. In questo libro-denuncia, che racconta la storia vera di una donna maltrattata dall’uomo che aveva scelto, la testimonianza è lucida e forte per educare alla difesa dei ladri d’amore. (Bompiani)

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Concita De Gregorio, Malamore: esercizi di resistenza al dolore, Milano, Mondadori, 2008

Racconti di donne raccolti da Concita De Gregorio per capire il perché non siano in grado di respingere la violenza quando la riconoscono e cosa le induce a sopportare il crescendo di umiliazioni, le piccole angherie domestiche, le prepotenze pubbliche che sempre preludono a un epilogo tragico. Il sottotitolo recita “Esercizi di resistenza al dolore”, forse questa è la chiave: nella confidenza che le donne hanno col dolore, la palestra che serve a trasformarlo in forza (dalla premessa dell’autrice)

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Eve Ensler, Se non ora quando? Contro la violenza e per la dignità delle donne, Milano, Piemme, 2012

“Questo libro è incentrato sulle parole. Parlare della violenza sulle donne non perché sia l’unico problema, ma perché è un problema centrale nel mondo e tuttavia si continua a non parlarne, a non vederlo, a non dargli peso o importanza”. Eve Ensler raccoglie in questo libro testimonianze di violenze alle donne da tutto il mondo.

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Waris Dirie, Figlie del dolore, Milano, Garzanti, 2006

Waris Dirie ha realizzato con la giornalista Corinna Millborn un’approfondita e sconvolgente inchiesta sulla mutilazione genitale femminile in diversi paesi europei, e ci racconta il suo viaggio nell’orrore con tutta la rabbia e la forza, la solidarietà e la lucidità della sua esperienza personale. “Figlie del dolore” è la denuncia di una tortura che colpisce milioni di donne, ragazze e bambine. È l’appello che una donna lancia alle altre donne affinché questa barbarie inaccettabile finisca al più presto. (Garzanti)

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Malalai Joya, Finché avrò voce: la mia lotta contro i signori della guerra e l'oppressione delle donne afgane, Milano, Piemme, 2010

Malalai era ancora tra le braccia della mamma quando i russi hanno invaso l’Afghanistan. E aveva solo quattro anni quando la sua famiglia si è rifugiata in Pakistan. Poi sono accadute la guerra civile negli anni Novanta, la presa del potere dei talebani, la “guerra al terrore” degli americani. Oggi che è una giovane donna, Malalai Joya, non ha conosciuto un solo giorno di pace in vita sua, forse, perché nel suo paese ha visto restare identica la brutalità delle violenze. Così ha deciso che avrebbe lottato per la propria libertà e per la libertà negata alle donne afgane, rischiando ogni giorno la sua vita.

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Norma Khouri, L'amore ucciso: un delitto d'onore nella Giordania di oggi, Milano, Mondadori, 2003

Autrice di poesie e racconti, Norma Khouri racconta in questo libro la storia, tragica, di un'amica, uccisa nella Giordania odierna per un "delitto d'onore". Per nulla diversa dalle coetanee occidentali, Dalia si era innamorata di Michael, giovane cattolico arruolato nella Guardia Reale. Il padre le toglie la vita perché la sua unica colpa era quella di essersi abbandonata all'impulso più innocente ed elementare del mondo: amare e voler essere amata. Per questo libro l'autrice è stata costretta a emigrare, attualmente vive in Australia. (Mondadori)

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Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Milano, Adelphi, 2007

Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze tremende, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi in un’impresa fra le più ardue, e cioè spiegare a ragazzi e ragazze esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni dell’Occidente: la sua letteratura. Il risultato è uno dei più toccanti atti d’amore per la letteratura mai professati e insieme una magnifica beffa giocata a chiunque tenti di interdirla. (Adelphi)

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Samia Shariff, Il velo della paura, Milano, Sperling & Kupfer, 2007

Samia nasce a Parigi da genitori algerini benestanti. A sette anni la famiglia decide di tornare ad Algeri sedotta dall'ideologia islamista. Samia, colpevole di essere nata femmina, cresce fra violenze fisiche e psicologiche, perpetrate tanto dal padre quanto dalla madre. A sedici anni è costretta a sposare un uomo più vecchio di lei, violento e crudele, da cui subisce abusi sessuali, minacce di morte, angherie di ogni tipo. Il suo inferno durerà molti anni, fino a quando riuscirà a fuggire in Canada, insieme ai suoi figli, verso una vita nuova.

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Suad, Bruciata viva, Casale Monferrato, Piemme, 2004

“Bruciata Viva” è la prima testimonianza al mondo di una vittima del “Delitto d’onore”. Suad, giovane cisgiordana, è innamorata e rimane incint prima del matrimonio. Questa situazione è sinonimo di disonore per la sua famiglia che decide, dunque, di giustiziarla. Ad incaricarsi dell'esecuzione a morte sarà suo cognato che la cospargerà di benzina e la brucerà. Questa è una pratica normale agli occhi di tutti e non viene riconosciuta come omicidio. Suad, gravemente ustionata, riesce a salvarsi grazie all'intervento di una donna che opera in un'organizzazione umanitaria e ha deciso di raccontare al mondo la sua storia.

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Malala Yousafzai, Io sono Malala: la mia battaglia per la libertà e l'istruzione delle donne, Milano, Garzanti, 2013

“Io sono Malala” è l’autobiografia di Malala Yousafzai, scritta insieme alla corrispondente di guerra Christina Lamb. Malala è una ragazza pakistana di sedici anni che ama andare a scuola per imparare a leggere ma per i talebani questo suo desiderio deve essere punito con la morte. Per questo il 9 ottobre 2012 un uomo sull'autobus le spara tre proiettili in testa. Malala è in fin di vita ma sopravvive miracolosamente e da quel momento diventa il simbolo universale della lotta per il diritto alla cultura e al sapere, fino ad arrivare all'assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel 2014 ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.

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Narrativa e fumetti

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Simona Bassano di Tufillo, Burka! 24 tavole a fumetti accompagnate da “La mia vita a Kabul" di Jamila Mujahed, Roma, Donzelli, 2007

Simona Bassano di Tufillo, autrice italiana di fumetti e Jamila Mujahed giornalista da anni impegnate nella difesa dei diritti delle donne, si confrontano in un contributo spiritoso e tagliente sulla descrizione della vita quotidiana a Kabul, durante il governo dei Mujahiden e la presa del potere dei Talebani. Il libro, che ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International, è una denuncia ironica e amara dei soprusi cui tante donne musulmane sono soggette. (Donzelli)

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Valeria Benatti, Gocce di veleno, Firenze, Milano, Giunti, 2016

Valeria Benatti racconta la storia di Claudia e del suo tentativo di guarire da un amore malato e pericoloso. La gelosia di lui è eccessiva ma le minacce reali: “Se mi tradisci, ti ammazzo”, le dice. Ma Claudia non ha paura, pensa che lui si prenda gioco di lei, non crede che possa ucciderla davvero. L'ossessione continua fino a quando un giorno vede negli occhi di lui lampi di odio e finalmente si spaventa. A quel punto decide di farsi aiutare iniziando un viaggio doloroso verso la guarigione. Un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria, piccola o grande, ferita amorosa. (Giunti)

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Lidia Castellani, Il corpo non sbaglia, Milano, Salani, 2010

“Il corpo non sbaglia” è un romanzo di denuncia sulla violenza contro le donne con la riprova di un riscatto sempre possibile. Una sorta di antidoto letterario contro il virus degli amori infelici e la paura della solitudine, che spesso porta le donne a sbattere contro il proprio dolore come mosche contro un vetro chiuso. “Soprattutto mi premeva porre l'accento sugli invisibili meccanismi psicologici che costituiscono l'anticamera di ogni violenza e che sono particolarmente pericolosi in un contesto sociale come il nostro che non li considera tali.” (Lidia Castellani)

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Shashi Deshpande, Il buio non fa paura, Roma, Theoria, 1997

Saru nasconde un segreto: ogni notte il marito la stupra; un rito allucinato e agghiacciante che si ripete da anni e che la donna continua a subire in silenzio, perché crede di avere molte cose da farsi perdonare: successo professionale, frustrazione del marito poeta fallito, ribellione dalla famiglia e dalle tradizioni. Scritto in flashback, questo romanzo è la storia di come Saru ricompone pezzo dopo pezzo la propria identità, finché la sua voce (che non riesce a uscire durante gli stupri) non ritrova corpo e coraggio.

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Domitilla Shaula Di Pietro, Sei ore e ventitré minuti, Roma, Fanucci, 2016

Questo romanzo, tratto da una storia vera, narra del rapimento di Frida che trascinata da uno sconosciuto trascinata in un casolare vi rimane, legata a un letto, per sei ore e ventitré minuti. Se urla, l’ammazza, se non fa come dice lui, aumenta il dolore. L’unico modo per sopravvivere è isolare la mente e volare lontano dove non c’è traccia di tutto quel sangue... Il romanzo racconta il dolore fisico e la profanazione mentale, la morte del cuore e la sua resurrezione ed esorta ad avere sempre il coraggio di denunciare. (Fanucci)

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Alicia Gaspar de Alba, Il deserto delle morti silenziose: i femminicidi di Juarez, Roma, La nuova frontiera, 2006

Nell'arco di cinque anni centosei corpi di donne messicane brutalmente uccise, mutilate, violentate, vengono ritrovati nelle zone desertiche tra El Paso e Ciudad Juárez, alla frontiera tra Messico e Stati Uniti. Per una serie di circostanze drammatiche Ivon si trova coinvolta in prima persona nell'indagine su questi omicidi e tenta di rompere il muro di silenzio e connivenza. La sua vicenda personale narrata in questo romanzo, denuncia la rete di sfruttamento e complicità, che coinvolge dalla polizia di frontiera alle maquiladoras e che utilizza per i suoi traffici le tante ragazze provenienti dal sud del Messico.

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Camilla Grebe e Åsa Träff, Trauma, Milano, Piemme Linea Rossa, 2013

Tilde, cinque anni, nascosta sotto il tavolo, assiste immobile con il fiato sospeso al brutale assassinio della mamma. In tutt'altra parte della città, la psicoterapeuta Siri Bergman e la sua collega e amica Aina incontrano, in un nuovo progetto sperimentale, un gruppo di donne vittime di violenza. II destino della piccola Tilde si intreccerà a quello di Siri e delle altre donne in una spietata caccia all'assassino, per il comune bisogno di giustizia. Il romanzo è una lucida fotografia dell'universo delle mura domestiche; un disarmante ritratto delle perversioni e delle derive dell'amore. (Piemme)

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Asa Grennvall, 7° piano, Pavia, Hop, 2014

Una graphic novel nata dall'esperienza personale dell'autrice, che denuncia con coraggio e lucidità, attraverso le immagini, la storia di violenza nella sua coppia. Åsa, studentessa di Belle Arti, ama un uomo in apparenza ideale, in realtà geloso e possessivo, che a poco a poco le fa il vuoto intorno, facendola precipitare in un baratro di violenza psicologica e fisica. Ma riuscirà a venirne fuori, ritrovando la sua autostima. Prefazione di Loredana Lipperini, postfazione di Amnesty Intl.

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Antonella Lattanzi, Una storia nera, Milano, Mondadori, 2017

Roma, 7 agosto 2012. Il giorno dopo la festa di compleanno della figlia minore, Vito Semeraro scompare nel nulla. Vito e Carla sono divorziati da due anni ma si conoscono da una vita. Vito però era un marito violento e geloso capace di picchiarla per quasi nulla. Per una sera la famiglia si era riunita: Vito, Carla, Mara e i due figli più grandi, Nicola e Rosa. Ma, nelle ore successive, di Vito si perdono le tracce. Carla e i ragazzi lo cercano disperatamente, e non sono gli unici, perché Vito da anni ha un'altra donna, ha dei colleghi che lo stimano e, soprattutto, un padre potente giù in Puglia. Sarà però la polizia a trovare la verità.

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Nessuna più, quaranta scrittori contro il femminicidio, a cura di Marilù Oliva, Roma, Elliot, 2013

In questa raccolta, quaranta autori hanno scritto un racconto dedicato alle donne vittime della violenza maschile. L’antologia è curata da Marilù Oliva con la prefazione di Roberta Bruzzone.

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Amélie Nothomb, Stupore e tremori, Roma, Voland, 2001

Romanzo autobiografico che inizia l’8 gennaio 1990, quando Amélie fu assunta da una grossa multinazionale giapponese. Credendo di poter giovare all’attività dell'azienda, grazie alla padronanza del giapponese, lavorò alacremente ma fu denunciata dalla sua superiore, Fubuki Mori. Amélie non aveva rispettato la gerarchia e la complessa trama di rapporti che regolavano la vita aziendale. Da quel momento in poi subì una lenta e umiliante retrocessione, fino ad assumere la degradante mansione di "guardiana dei gabinetti". Terminato il suo contratto e l'atroce esperienza di lavoro, Amélie cominciò a scrivere per diventare l’autrice che è ora.

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Sara Rattaro, Splendi più che puoi, Milano, Garzanti, 2016

L’amore di Emma e Marco sembra perfetto, a lei pare di essere in un sogno. Ma arriva sempre il momento del risveglio. Marco la ricopre di attenzioni sempre più insistenti, ha continui sbalzi d’umore e non riesce a trattenere la sua gelosia, che diventa ossessione. Ogni occasione è buona per allontanare da lei i suoi amici, i suoi genitori, tutto il suo mondo. Emma non riconosce più l’uomo accanto a lei e non sa come riprendere in mano la propria vita. Fino a quando nasce sua figlia, e il sorriso della piccola Martina le dà il coraggio di cambiare il suo destino e di dire basta. (Garzanti)

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Paolo Sortino, Elisabeth, Torino, Einaudi, 2011

Paolo Sortino in questo romanzo d’esordio racconta la vicenda di Elisabeth Fritzl. La ragazza diciottenne , dal 1984 al 2008, fu rapita e segregata dal padre in un bunker antiatomico costruito sotto casa. Durante il periodo di prigionia fu costretta a violenze e innumerevoli rapporti incestuosi dai quali sono nati sette figli. L’autore ricostruisce questo feroce caso di cronaca innestando nella spina dorsale della storia vera la sua capacità d’affabulatore: reinventa alcuni episodi o altrimenti sceglie di riportarli così come sono avvenuti fino a trasformare il un caso di cronaca in un racconto senza tempo. (Einaudi)

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Irvine Welsh, Tolleranza zero, Parma, U. Guanda, 2001

Ospedale di Edimburgo, rianimazione: Roy Strang giace in coma in seguito a un tentato suicidio ma la sua mente è un continuo frullio di ricordi, sogni e deliri. Roy rivive l'infanzia e l'adolescenza in una famiglia di spostati, le botte prese, i traumi subiti; tutta la violenza incamerata esplode anni dopo, quando entra in una banda di hooligans ed è coinvolto in uno stupro di gruppo che lo lascia in preda a un vertiginoso senso di colpa…

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Saggistica

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Annarita Angelini e altri autori, Lasciatele vivere: voci sulla violenza contro le donne, Bologna, Pendragon, 2017

Questo volume nasce con l'intento di raccogliere molti punti di vista per cercare di capire e combattere la violenza contro le donne. È una questione di (in)civiltà che va affrontata e che in queste pagine viene analizzata da voci autorevoli della cultura umanistica e scientifica. In allegato il video documentario “Di genere umano”, in cui il regista Germano Maccioni miscela poeticamente voci e volti d’intellettuali, studenti e bambini con filmati d'epoca, dando vita a un concerto di punti di vista che parla al cuore. (Pendragon)

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Federica Angeli e Emilio Radice, Rose al veleno, stalking: storie d'amore e d'odio, Milano, Bompiani, 2009

Stalking è un termine che indica il ripetuto tentativo da parte di un individuo di diventare padrone della vita di un altro seguendone le tracce e i movimenti, come in una caccia, ossessionandolo. E gli esiti sono devastanti, talvolta mortali. Come emerge da queste storie? Questa inchiesta nasce da una ricerca condotta sul campo e porta alla luce un fenomeno diffusissimo eppure ancora mal compreso e frainteso. (Ibs)

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Alessandra Barsotti e Giada Desideri, Stalking, quando il rifiuto di essere rifiutati conduce alla violenza, Milano, Ponte alle Grazie, 2011

Un marito o un fidanzato respinto. Una moglie abbandonata. Storie d’amore impossibili, fatte di rifiuti, pedinamenti, telefonate nel cuore della notte. Violenza psicologica e fisica, fino agli esiti più drammatici. Le autrici indagano il fenomeno tracciando il profilo dei principali attori coinvolti, lo stalker e la vittima. Spesso il confine tra vittima e persecutore e tra stalking e patologia è estremamente sottile e prima ancora di essere un reato, lo stalking costituisce un profondo disagio interiore, un fantasma che tormenta sia la vittima, sia il suo persecutore… (Ponte alle Grazie)

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Marco Cavina, Nozze di sangue: storia della violenza coniugale, Roma, Bari, GLF editori Laterza, 2011

In queste pagine l’autore indaga su un tema di grande attualità ricostruendo secoli di storia in cui la violenza maritale è stata prima giustificata dall'ambiente culturale circostante, poi divenuta un crimine perseguito in tutta Europa. L'autore lavora su fonti dottrinali (teologi, precettisti morali, giuristi, politici), letterarie (novelle, commedie) e processuali, e le confronta con la cultura dominante nel corso dei secoli. (Ibs)

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Cosa c'entra l'amore? Ragazzi, ragazze e la prevenzione della violenza sulle donne, a cura dell'Associazione Nondasola, Roma, Carocci, 2014

Il libro espone il progetto di ricerca e i suoi risultati sulla percezione che gli adolescenti hanno della violenza nelle relazioni d’amore e della propria identità o differenza di genere. L’obiettivo, in un’ottica di prevenzione, è quello di far luce e interrogare il nesso tra la violenza e i campanelli d’allarme che la precedono e come questo attraversa la vita degli adolescenti, il loro confrontarsi con l’amore, la gelosia, la paura della solitudine e l’insicurezza. (Carrocci)

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Luciano Di Gregorio, L'ho uccisa io, psicologia della violenza maschile e analisi del femminicidio, Siena, Primamedia, 2014

Luciano Di Gregorio, partendo da un’analisi approfondita dei crimini e utilizzando concetti freudiani come la pulsione di crudeltà e quelli di oggetto d’uso che derivano dalla moderna psicoanalisi, esplora la complessa psicologia infantile del bambino che, da adulto, diventa violento. Attingendo alle teorie dell'attaccamento e ai concetti di attaccamento ansioso e insicuro in relazione alle personalità violente degli uomini che hanno sperimentato questa esperienza nell'infanzia, traccia alcuni profili psicologici del maschio di oggi e individua molti dei fattori scatenanti che determinano le esplosioni violente nelle relazioni intime amorose.

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Marc Fernandez e Jean-Christophe Rampal, La città che uccide le donne: inchiesta a Ciudad Juarez, Roma, Fandango libri, 2007

Quasi 400 donne assassinate e 4.500 scomparse a Ciudad Juárez, in Messico, a partire dal 1993. Situata nello stato di Chihuaha al confine con gli Stati Uniti, la “Città delle donne morte”, così chiamata dai messicani, è ostaggio di assassini senza volto, che violentano e uccidono giovani donne. Ciudad Juárez, a detta delle principali organizzazioni in difesa dei diritti umani, è considerata la città più pericolosa del mondo, conta un milione e mezzo di abitanti e il nome della città è stato spesso legato a quello della potente organizzazione criminale dedita al traffico di droghe, alla tratta dei clandestini, all'estorsione e ai rapimenti denominata Cartello di Juárez .

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Michela Fusaschi, Quando il corpo è delle altre, retoriche della pietà e umanitarismo-spettacolo, Torino, Bollati Boringhieri, 2011

Giù le mani dal corpo delle donne, sosteneva uno storico slogan femminista, rivendicando il diritto a disporre di se stesse. Una richiesta alla quale da’ voce l’Organizzazione mondiale della sanità quando vieta le mutilazioni genitali femminili, ancora praticate in particolare in Africa ma non solo. Mentre tali pratiche suscitano indignazione, non è però sanzionata la chirurgia estetica intima, che in Occidente assume un rilievo crescente, spesso in assenza di una rilevante letteratura medica che ne esamini la criticità. Il corpo non si tocca ma si può ritoccare… (Bollati Boringhieri)

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Elisa Giomi e Sveva Magaraggia, Relazioni brutali: genere e violenza nella cultura mediale, Bologna, Il mulino, 2017

«Perché sedurla se puoi sedarla?», oppure «perché sedurla se puoi saldarla?»: solo due esempi del livello di violenza e brutalità quotidianamente veicolate dai social in pagine che mescolano misoginia, omo/transfobia, razzismo, incitamenti alla pedofilia. Al centro di questa indagine, la violenza contro le donne, ma anche la violenza che dalle donne è agita, due fenomeni speculari benché di natura e portata assai diverse, che sono analizzati nella loro copertura mediale. (Il mulino)

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Loredana Lipperini e Michela Murgia, L'ho uccisa perchè l'amavo (falso!), Roma, Bari, GLF Laterza, 2013

Delitto passionale. Raptus. Gelosia. Depressione. Scatto d’ira. Tragedia familiare. Perché lei l’ha lasciato, chattava su Facebook, non lo amava più, non cucinava bene, lavorava, o non lavorava. Nascondendo la vittima, le cronache finiscono con l’assolvere l’omicida: una vecchia storia, nata in tempi lontani e ancora viva fra noi. Per questo bisogna imparare a parlare di femminicidio. Tutti, non solo i media. Dobbiamo farlo noi. Dobbiamo trovare le parole. (La terza)

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Nadia Muscialini Cagli, Di pari passo: percorso educativo contro la violenza di genere, Settenove, 2013

Il libro raccoglie l’esperienza del percorso educativo contro la violenza di genere intrapreso nelle scuole medie dal centro antiviolenza “Soccorso Rosa” di Milano, sostenuta Fare x Bene onlus e Terre des Hommes nell'ambito della campagna “Indifesa” e patrocinata dal Ministero per le pari opportunità. Come afferma Nadia Muscialini: "L’immaginario dei ragazzi, circa i rapporti tra uomo e donna, risulta influenzato dagli stereotipi di genere già a partire dai 10/11 anni, ma non è ancora radicato. Il percorso che il libro propone, è volto a decostruire questo immaginario e strutturare relazioni di rispetto e collaborazione tra il genere femminile e quello maschile". (Settenove)

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Se le donne chiedono giustizia: le risposte del sistema penale alle donne che subiscono violenza nelle relazioni di intimità, ricerca e prospettive internazionali, a cura di Giuditta Creazzo, Bologna, Il mulino, 2012

L’impunità delle violenze maschili contro partner o ex partner è un dato di fatto. Questo volume, che raccoglie i risultati di un’indagine condotta in quattro paesi, Italia, Romania, Spagna e Inghilterra, aggiunge un importante tassello al quadro conoscitivo attuale. Infatti, nonostante la drammaticità delle situazioni e nonostante il sensazionalismo talvolta presente nel dibattito sul tema, sono pochi i dati disponibili su cosa accade quando una donna decide di sporgere denuncia e sul perché molte preferiscono non denunciare. (Il Mulino)

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Cinzia Tani, Mia per sempre: quando lui la uccide per rabbia, vendetta, gelosia, Milano, Mondadori, 2013

Solo nel 2012 in Italia sono state uccise 120 donne dal proprio ex, senza contare quelle scomparse e di cui non si hanno più notizie. L'omicidio all'interno della coppia non è un fenomeno nuovo ma rispetto al passato a colpire è la tragica escalation nel numero e nella ferocia. Cinzia Tani in questo testo racconta alcuni tra gli ultimi e più efferati delitti, nel tentativo di fare giustizia (con l'aiuto di criminologi, psicologi e magistrati) e sostenere le donne che devono ancora misurarsi con una violenza di genere che le conquiste sociali non sono riuscite a debellare. (Mondadori)

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La violenza sulle donne e sui minori: una guida per chi lavora sul campo, a cura di Patrizia Romito e Mauro Melato, Roma, Carocci Faber, 2013

La violenza contro le donne e i minori è molto frequente, ha effetti devastanti sulle vittime e sull’intera comunità ma rimane spesso invisibile. Le risposte sociali in proposito sono a tutt’oggi ancora frammentate o insufficienti. Il volume si rivolge a coloro che, nel loro lavoro, incontrano vittime di violenza e vogliono aiutarle. Questa edizione tiene conto delle novità degli ultimi anni, soprattutto sul piano legislativo, cogliendo così l’occasione per arricchire il testo, che, chiaro, preciso e ricco d’indicazioni pratiche, è uno strumento indispensabile per la formazione sul tema e per tutti coloro che sono impegnati a contrastare la violenza e a sostenere le vittime. (Carrocci)

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